
Il Sole 24 Ore rivela una serie di informazioni molto interessanti sul futuro contrattuale, e non solo, dei medici di medicina generale di nuova nomina. Il grande cambio sarà soprattutto nell’inquadramento della figura professionale, nella logica di quella sanità territoriale, con un progressivo spostamento delle attività dall’ospedale appunto sulle strutture presenti sul territorio. Ovviamente in questo senso per i medici di famiglia si prospettano inserimenti sul lavoro diversi. In particolare, stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, pare che la grande rivoluzione per i giovani che usciranno dalla specializzazione in cure primarie passi attraverso una situazione logistica ed economica specifica. In sintesi: i futuri MMG verranno assunti direttamente dal SSN e poi assegnati dai distretti prioritariamente alle oltre 1400 Case di Comunità destinate a rendersi disponibili nel prossimo futuro. Insomma, non ci sarà più spazio per il singolo ambulatorio ma si prevede un ampliamento delle Case di comunità come strutture di accoglienza e assistenza, per un lavoro che sarà sempre più di gruppo. Ultima curiosità ipotizzata: gli altri medici di famiglia – oggi ridotti a poco più di 37mila – potranno scegliere di mantenere lo stato attuale di convenzione ma dovranno comunque rendersi disponibili per prestare anche la loro opera nelle case di comunità.
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